Cogenerazione, pompe di calore e demand response: la visione di 2G

17 dicembre 2025

Nel corso degli ultimi anni 2G Energy ha ampliato progressivamente il proprio posizionamento, affiancando alla cogenerazione un portafoglio più ampio di soluzioni per la produzione e la gestione dell’energia. Un’evoluzione che si inserisce in uno scenario caratterizzato dalla crescente integrazione delle fonti rinnovabili, da una maggiore complessità dei sistemi elettrici e da nuove esigenze in termini di flessibilità e stabilità della rete. In questo contesto, l’integrazione tra diverse tecnologie diventa un elemento centrale per garantire continuità di servizio ed efficienza operativa.

Ne parliamo con Pablo Hofelich, nuovo CEO di 2G Energy, che illustra priorità, strategie e visione dell’azienda, soffermandosi sul ruolo della cogenerazione, delle pompe di calore, dell’idrogeno e delle soluzioni di demand response nel sistema energetico dei prossimi anni.

 

I: Ha assunto da poco il ruolo di CEO di 2G Energy. Come sono stati i primi mesi e quali sono le priorità?

P: È un periodo molto intenso. Stiamo vivendo una fase di forte crescita, che coincide con un cambio di leadership, e questo comporta sfide organizzative importanti. Tuttavia, il passaggio non è stato improvviso: sono in azienda da un anno e il processo di affiancamento è durato circa dieci mesi, proprio per garantire continuità.

Molti aspetti stanno quindi proseguendo senza discontinuità. Le priorità su cui siamo concentrati riguardano la gestione della crescita e lo sviluppo strategico del Gruppo. Questo significa ampliare il portafoglio tecnologico, introducendo soluzioni come le pompe di calore e le unità per la flessibilità di rete, e allo stesso tempo rafforzare ulteriormente la nostra presenza internazionale.

 

I: Come valuta l’attuale quadro normativo e le recenti scelte di politica energetica?

P: È positivo vedere che la transizione energetica stia acquisendo maggiore slancio. L’approvazione del pacchetto dedicato alla biomassa, ad esempio, rappresenta un segnale importante per l’intero settore, perché crea nuove prospettive di investimento.

Per noi è altrettanto rilevante la rapidità con cui le decisioni politiche vengono tradotte in misure concrete. Accogliamo inoltre con favore la crescente attenzione verso le centrali a gas compatibili con l’idrogeno, che svolgono un ruolo essenziale come supporto alle fonti rinnovabili. In questo ambito, 2G è già in grado di offrire soluzioni adeguate.

 

I: Quale ruolo avrà la cogenerazione nel sistema energetico futuro?

P: Dal nostro punto di vista, la cogenerazione è la chiave del futuro energetico sostenibile. Solare ed eolico, anche se abbinati alle pompe di calore, non possono garantire da soli una fornitura affidabile, perché dipendono dalle condizioni meteorologiche.

Gli impianti di cogenerazione introducono la flessibilità necessaria al sistema. Possono operare in modo economicamente efficiente nei momenti di elevati prezzi dell’energia elettrica e contribuire alla stabilità della rete. Questo approccio è alla base del concetto di Green Cube, che integra cogenerazione e pompe di calore in una soluzione flessibile, adatta a coprire carichi di punta, fornire potenza di backup o immettere energia in rete.

 

I: In che modo cogenerazione e pompe di calore si completano a vicenda?

P: La loro integrazione consente una fornitura energetica affidabile, sostenibile ed economicamente ottimizzata. Quando l’energia elettrica da fonti rinnovabili è disponibile a basso costo, la pompa di calore è la tecnologia più conveniente. Nei momenti di prezzi elevati o di maggiore tensione sulla rete, entra invece in funzione la cogenerazione, producendo simultaneamente elettricità e calore.

Questo permette di utilizzare di volta in volta la soluzione più efficiente, operando in modo vantaggioso anche per il sistema nel suo complesso. Per il cliente finale significa sicurezza di approvvigionamento e ottimizzazione dei costi, oltre a una riduzione delle emissioni di CO₂ lungo l’intero sistema energetico.

 

I: Il demand response è un tema sempre più discusso. Che importanza ha per 2G?

P: È un ambito strategico. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nello sviluppo di unità in grado di avviarsi rapidamente e contribuire alla stabilizzazione della rete. La necessità di flessibilità è destinata a crescere, perché l’espansione delle rinnovabili sta mettendo sotto forte pressione le infrastrutture elettriche.

A questo si aggiunge l’aumento della domanda legato a pompe di calore, mobilità elettrica, data center e applicazioni di intelligenza artificiale, caratterizzate da carichi elevati e variabili. Le soluzioni di demand response diventano quindi essenziali per mantenere l’equilibrio della rete. Negli Stati Uniti la domanda è particolarmente elevata, motivo per cui lanceremo questi prodotti già a partire dal 2026.

 

I: Parlando di data center, avete creato una divisione dedicata. Perché questa scelta?

P: I data center sono tra i principali nuovi consumatori di energia elettrica. Le reti non sono sempre in grado di sostenere questi carichi nel breve periodo, per cui gli operatori necessitano di soluzioni locali e indipendenti, spesso realizzate con motori a gas.

Negli Stati Uniti questo trend è evidente da circa un anno e mezzo e ora sta raggiungendo anche l’Europa. Per rispondere a questa evoluzione abbiamo creato la divisione Data Center Solutions, focalizzata esclusivamente su questi progetti. È un mercato che cresce molto rapidamente e che offre prospettive significative per i prossimi cinque-dieci anni.

 

I: Le pompe di calore di grande taglia sono una novità nel portafoglio 2G. Che ruolo hanno?

P: Sono molto importanti. Da un lato contribuiscono in modo significativo alla strategia di diversificazione dell’azienda, dall’altro rafforzano il sito produttivo di Heek, dove queste soluzioni vengono sviluppate e realizzate.

Le pompe di calore si integrano in modo efficace con la cogenerazione e risultano particolarmente interessanti nelle fasi di bassi prezzi dell’energia elettrica. Inoltre, è possibile valorizzare molte competenze maturate nel settore della cogenerazione: vengono utilizzati componenti comuni, soluzioni containerizzate e sistemi digitali già consolidati. Questo consente di sfruttare importanti sinergie e di offrire soluzioni flessibili ed efficienti.

 

I: L’idrogeno viene spesso visto come una tecnologia di nicchia. Qual è la vostra posizione?

P: La nostra posizione si basa su esperienze operative concrete. I nostri impianti non sono solo predisposti all’utilizzo dell’idrogeno, ma sono già operativi con questo combustibile. Attualmente sono circa 40 le installazioni in esercizio che funzionano con diverse miscele di idrogeno, dimostrando l’affidabilità della tecnologia in condizioni reali.

Accanto al biogas, l’idrogeno rappresenta una delle principali opzioni per la disponibilità futura di molecole rinnovabili. Dopo una fase iniziale caratterizzata da aspettative molto elevate, il mercato sta ora evolvendo in modo più graduale e strutturato, con modelli di prezzo e utilizzo più definiti. In questo scenario, 2G è pronta a operare in modo flessibile con entrambe le soluzioni.

 

I: Quali obiettivi vi siete posti per i prossimi anni?

P: Vogliamo essere presenti a livello internazionale in modo equilibrato e posizionarci tra i primi tre operatori nei mercati chiave. Il nostro obiettivo è offrire soluzioni complete per la produzione sostenibile di energia e calore, senza limitarci a una singola tecnologia o a un solo mercato.

Allo stesso tempo, per noi è fondamentale preservare agilità operativa, rapidità decisionale, collaborazione basata su partnership e un legame stretto con la nostra sede e le competenze sviluppate internamente. I mercati di crescita sono quelli in cui le reti sono sotto pressione e la domanda di elettrificazione e fonti rinnovabili aumenta rapidamente: Europa, Nord America e, in prospettiva crescente, Asia.

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